Sotto il fungo
«-Tu, chi sei? – disse il Bruco.[ … ] -Io … io non saprei, signore, con esattezza, sul momento … o perlomeno so chi ero quando mi sono alzata stamattina; ma credo di essere cambiata diverse volte da allora.» Alice tenta di spiegare al Bruco che cosa le stia capitando, ma le parole le mancano e per quanto tenti non riesce a dare una definizione di sé stessa. La ricerca della propria identità all’interno di una fase di cambiamento è un tema che aleggia costantemente sulle pagine del libro, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, ritornando a cadenza quasi regolare, come il ritornello di una delle filastrocche di Carroll. Nella prima parte si manifestano due sensazioni: la curiosità verso un mondo completamente nuovo, e la confusione dettata dalla mentalità incomprensibile dei suoi personaggi. L’intera opera si può leggere come un’aperta metafora della condizione dell’uomo di fronte al cambiamento (e all’ignoto che
da esso deriva). In particolar modo, Carroll sottolinea l’inesplicabilità del mutamento dal punto di vista di chi lo vive, e allo stesso tempo lo spaesamento che deriva dal ritrovarsi immersi in un ambiente radicalmente diverso da quello a cui si era abituati (come Alice, che fugge dalla sua ‘noiosa quotidianità’ per
rincorrere il Bianconiglio). Se tutto questo avvenga consapevolmente o meno, non ci è dato saperlo. Non del tutto soddisfatto, per rendere ancora più chiaro il senso di difficoltà nell’uso proprio delle parole e la loro ambiguità, pubblica come introduzione (solo) delle prime edizioni di Alice Attraverso lo Specchio, un piccolo poema. Si tratta del Ciarlestone (nella traduzione di M. D’Amico), o Jabberwocky, e porta lo stesso messaggio già inciso nelle pagine del Bruco: un giovane viene messo in guardia dal non non sfidare l’orrido mostro, il Ciarlestone. Nonostante la descrizione di quello che la chimera sembra essere in grado di fare, il nostro eroe parte per il viaggio che lo condurrà a battere il mitico drago, a cui taglierà la testa, chiudendo il poemetto in gloria . Solo attraverso questa viaggio, il Giovane può definire meglio la propria identità e accedere alla fase adulta, sconfiggendo
le sue paure infantili. Per fornire una parafrasi a questo capolavoro di nonsense, che è quasi interamente composto da neologismi (in buona parte interpretabili), Carroll si rivolge alla figura di Humpty Dumpty. II leggendario uovo apre il suo discorso con Alice, introducendo l’argomento della versatilità e soggettività della lingua parlata, e di come sia possibile piegare le parole ai significati che più si addicono all’indole di chi le pronuncia.
«-Quando io uso una parola, – ribatte Humpty Dumpty piuttosto altezzosamente – essa significa precisamente ciò che voglio che significhi… ne più,ne meno-
-Bisognerebbe sapere,- disse Alice, -se voi potete dare alle parole molti significati diversi-» Tenendo a mente questo concetto, risulta più facile comprendere il lessico del Ciarlestone. Humpty continuerà spiegando ad Alice la prima strofa, dove viene data una rappresentazione sommaria dell’ambientazione:
«Era la brilla1,e i fanghilosi tavi2/Ghiravano3 e ghimblavano nel biava.4/ E il momico rattio superiava5/ Mensi e procervi6 eran i borogavi7»,
fermandosi subito prima della descrizione vera e propria del Jabberwocky. Sebbene vi siano svariate rappresentazioni, Carroll non fornisce mai una reale immagine del mostro, lasciando intendere che esso sia, come le sue parole, declinabile a seconda di chi legge.
Sembra voler ricordare il mostro sotto il letto, che non abbiamo mai saputo come affrontare, vero per ognuno di noi, ma falso per tutti gli altri. È la paura per
antonomasia, viscerale e completamente irrazionale, analoga alla paura dell’ignoto.

Bibliografia:
Per Alice e il Bruco: L. Carroll, Le Avventure di Alice
nel Paese delle Meraviglie
, p. 43, Einaudi, Torino,
2003
Per Humpty Dumpty (e relativa parafrasi): L. Carroll,
Humpty Dumpty, trad. Antonin Artaud, Guido Almansi
e Giuliana Pozzo, Einaudi, Torino, 1993


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1 “nove del mattino, quando è appena stata fatta la pulizia e tutto è brillante”
2 «fanghilosi» per “fango” e “lisci”, i «tavi» sono “piccoli animali simili al tasso … alla lucertola … e al cavaturaccioli”
3 “muoversi come un giroscopio”
4 “son le zolle d’erba che crescono davanti alla meridiana”
5 “un grosso tapa comico correva malta velocemente”
6 “piccoli e prepotenti”
7 “uccelli con un sacco di piume”